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Occhiali Goccia Ray Ban

Il film, precisano il regista e i suoi interpreti Enrico Brignano, Aurora Cossio e Francesco Pannofino, non pretende di raccontare l’isola: una commedia leggera ma fuori dai cliché, dice Baldi, un film romantico che parla d’amore per un fratello e per una vita diversa, si accoda Brignano. Ma Cuba non è fatta per rimanere sullo sfondo. Si affaccia con tutte le sue luci e ombre nei racconti piccoli dei protagonisti, Brignano che non riesce a girare una scena perché c’era una fogna a cielo aperto, e la gente del posto neanche ci faceva caso, Pannofino che parla di un paese strano, fermo nel tempo, con macchine anni ’50 e gente allegra che ride nonostante la situazione, il regista che ricorda fiero la sua troupe di 80 cubani e 20 italiani, e la Cossio, che dice involontariamente la cosa più illuminante sugli squilibri dell’isola: Non è vero che abbiamo avuto problemi con il cibo: ogni sera dopo le riprese andavamo a mangiare pesce crudo in un ottimo sushi bar.

Oltre a questo, si dedica anche al disegno di comics diventando amico di José Antonio Calvo con il quale collabora, trovando pubblicazioni (anche giornalistiche) in riviste varie. Entrato nel mondo dello spettacolo stringe numerose amicizie con futuri registi cinematografici: scar Aibar, Diana de Petri, Javier Fesser, Miguel Bardem, lvaro Fedez Armero, Itziar Bollain, Chus Gutiérrez, Pablo Berger e lex De la Iglesia. Ed è soprattutto la collaborazione con quest’ultimo regista che gli permetterà di ottenere il premio Goya come attore rivelazione dell’anno 1995, grazie alla sua partecipazione al film El da de la bestia.Nazionalmente celebre grazie al telefilm Petra Delicado (1999) e attore prediletto di registi come David e Fernando Trueba (Two Much Uno di troppo, 1995, con Antonio Banderas), recita anche in Airbag Tre uomini e un casino (1997) e La ragazza di Rio (2001), poi viene lanciato internazionalmente in pellicole come: Blade II (2002) con Kris Kristofferson, Hellboy (2004), Agente Cody Banks 2 Destinazione Londra (2004), Dimmi di sì (2004), Manolete (2007) e Asterix alle Olimpiadi (2008) con Gérard Depardieu.Come regista, riesce invece ad affermarsi con Torrente, el brazo tonto de la ley (1998) nel quale dirige se stesso e Javier Cmara, Chus Lampreave e Carlos Bardem, e con Misin en Marbella (2001)..

In un’epoca in cui i cellulari sono nelle tasche di tutti, gli sceneggiatori devono fare i salti mortali per evitare di dotarne i personaggi in modo funzionale, stiracchiando la logica oltre ogni limite di credibilità. Lo scopo è naturalmente quello di lasciare i protagonisti da soli contro la minaccia esterna, ma c’è modo e modo. Il comportamento degli assaliti, inoltre, come di consuetudine, non è dei più intelligenti e fa in modo che le cose si mettano sempre peggio con la classica ineluttabilità di questo genere di film, in cui i cattivi non sbagliano mai e i buoni sempre.