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Occhiali Ray Ban Prezzi Uomo

La recitazione è così convincente e apprezzata che verrà premiata con il David di Donatello e con il Nastro d’Argento come miglior attore.Da questa fortunata esperienza nascono pellicole come: Film d’amore e d’anarchia, ovvero ‘stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza.’ (1973), che conferma la coppia Giannini Melato e che gli permetterà di stringere fra le mani la Palma d’Oro come miglior attore; Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974); Pasqualino Settebellezze (1975), per il quale riceverà una nomination all’Oscar come miglior attore protagonista; La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978) e Fatto di sangue fra due uomini a causa di una vedova, si sospettano moventi politici (1978). La loro collaborazione terminerà con la creazione di una casa di produzione cinematografica: la Liberty Films.Dino Risi, Alberto Lattuada, Marco Vicario, Sergio Corbucci e ancora Mauro Bolognini lo spingono fra due estremi recitativi: o verso il macchiettismo o verso ruoli più posati e composti, che riesce, grazie alla sua non comune elasticità interpretativa, a ben calibrare, ne sono un perfetto esempio Sessomatto (1973) e Fatti di gente per bene (1974). Ormai stimato interprete nel panorama italiano, è scelto da Luchino Visconti come protagonista della trasposizione cinematografica de L’innocente (1976), dal romanzo di Gabriele D’Annunzio, accanto a una splendida (e, ahinoi, perduta) Laura Antonelli.

In Drugstore Cowboy prende ad esempio un gruppo di tossici svagati a zonzo per gli States, mentre in Belli e dannati pone l’attenzione sulla storia di due adolescenti, River Phoenix e Keanu Reeves, che si prostituiscono sui marciapiedi del Nord Ovest.Una cowgirl, un’ambiziosa giornalista televisiva e un genio ribelleLa lucidità narrativa che lo ha contraddistinto fino a questo momento, viene meno in Cowgirl Il nuovo sesso (1993), tratto dall’omonimo romanzo di Tom Robbins, un viaggio nel mondo della trasgressione, film cult della controcultura hippy ma un po’ confuso e provocatore, malgrado le eccellenti interpretazioni di Uma Thurman e la “contessa” John Hurt. Le cose migliorano con il successivo Da morire (1995), con Nicole Kidman (premiata con il Golden Globe) e Matt Dillon, commedia grottesca sul potere malsano della tv. Nello stesso anno collabora con Allen Ginsberg e realizza il cortometraggio Ballad of the Skeletons, poi si dedica al progetto di Will Hunting genio ribelle (1997).