/Ray Ban Occhiali Da Sole Uomo

Ray Ban Occhiali Da Sole Uomo

Ma è con Il laureato (1967) e con il tema del distacco della gioventù americana dei tardi anni Sessanta, filtrandolo attraverso una storia di adulterio e seduzione (non senza un po’ di humour e con l’aiuto di colonne sonore a lui contemporanee che ne rafforzarono la qualità) che rivelerà Dustin Hoffman e Katherine Ross come interpreti di spicco di una nuova generazione hollywoodiana e mostrerà una Anne Bancroft come mai si era vita prima! L’indimenticabile Mrs Robinson (da quest’ultima interpretata) co protagonista già del romanzo di Charles Webb da cui è tratto il film, diventa anche un tormentone musicale sulle note di Simon Garfunkel. Meritevole dunque l’Oscar, il Golden Globe il BAFTA per la miglior regia che gratificarono indubbiamente la Embassy Pictures che avevano prodotto il film.Affronta poi la satira antibellica e l’insensatezza dell’ambiente militare in Comma 22 (1970) con Jon Voight, Anthony Perkins e Orson Welles, passando allo scandaloso Conoscenza carnale (1971) con Jack Nicholson, ironica radiografia sul sesso (seppur girata con immagini caste, ma con dialoghi espliciti ideati dall’intellettuale liberal Jules Feiffer) che abbatté la barriera del turpiloquio nel mondo del costume nazionale americano, guadagnandosi la famigerata X (marchio che in America contrassegnava i film porno), poi successivamente trasformata in una R (divieto ai minori di 14). Ma nonostante queste limitazioni il film fu un successo strepitoso e permise a Nichols di portare sul grande schermo la piece Prigioniero della seconda strada (1974), Silkwood (1983, nominato all’Oscar per la miglior regia) e Hearthburn Affari di cuore (1986) entrambi Meryl Streep (che nell’ultimo film ben si accostava a un Jack Nicholson fedifrago).Stanno per arrivare gli anni Novanta e nel 1989, questo regista decide di strizzare l’occhio alla commedia firmando Una donna in carriera (1988) con Melanie Griffith, Harrison Ford, Sigourney Weaver e un quasi invisibile Kevin Spacey.

Insegnamenti preziosi per il suo debutto sul grande schermo: nel 1991 esordisce in Abbronzatissimi (1991) di Bruno A. Gaburro, al fianco di Eva Grimaldi, Jerry Calà e Guido Nicheli, rappresentanti di quella commedia un po’ facilona e volgare che ha caratterizzato i primi anni Novanta. Rimane legata per diversi anni a questo tipo di cinema che non rende onore alla sua professionalità ma la aiuta a farsi conoscere al grande pubblico; prende parte alla commedia natalizia Paparazzi (1998) di Neri Parenti e al cast tutto al femminile di Quello che le ragazze non dicono (2000) di Carlo Vanzina.